La relazione di Roberto Meglioli

Il Let's Dance dal Fitness alla Società del Ben-essere

Di Roberto Meglioli*

Prima di tutto saluto il pubblico e ringrazio il Centro Permanente Danza Let's Dance per avermi invitato in qualità di relatore in questa particolare occasione, trent'anni sono tanti per una organizzazione...spero di sollevare il con questo intervento il vostro interesse.

Personalmente ho conosciuto il Let's Dance quando vi erano ancora i telefoni a gettone ed è stato tramite questo strumento di comunicazione che sono stato attirato e catapultato all'interno di un mondo allora per me sconosciuto...era il settembre 1983... da allora devo essere mancato ad un solo saggio finale diciamo due in qualità di spettatore volontario.

In questi trenta anni questo sodalizio sportivo e culturale si è immerso ed è stato protagonista attivo nell'emergere della società del benessere.

Alla fine degli anni 70 si usciva definitivamente dalla società industriale. Prima di allora il Corpo era inteso come strumento utile, meglio dire funzionale al lavoro quindi, alla produzione di manufatti e servizi e contemporaneamente alla riproduzione genetica.

Il corpo e l'individuo erano quindi confinati nei fatti a quelle funzioni e a quelle dimensioni negando l'espressività individuale corporea di molti e concedendola solo agli artisti.

Nei decenni successivi avete navigato nelle acque della società post industriale. Acque diverse, dove l'individuo ha iniziato a costruire la sua identità tramite altri fattori legati per quanto riguarda questo contesto ai termini fitness (inteso come idoneità, capacità, forma fisica), wellness (inteso come benessere individuale e sociale), leisure (inteso come piacere, piacere intellettuale diritto all'ozio).

In 30 anni queste acque che ci circondano hanno modificando i bisogni primari individuali, intrecciato i bisogni primari di ogni individuo anche con aspetti psicologici, culturali, sociali, economici, politici.

Tutto ciò ha fornito al concetto di benessere un contenuto ampio e multidimensionale come descrive Donati [2000] e così come lo conosciamo oggi.

Nell'80 è' emersa la bolla sociale del fitness di provenienza americana, importato da Barbara Bouquet, punto centrale dell'attività del Let's Dance l'Aerobica. Essere fitted significava essere adatti, flessibili, adeguati per se, appetibili per gli altri.

S'iniziava con il corpo allenandolo ma poi si arrivava anche alla mente assumendone le medesime caratteristiche [Ingrosso 2000].

Mi rammento la colonna sonora di Flashdance utilizzata per la fase di riscaldamento di danza afro colonna sonora che incorniciava nelle immagini la danza come strumento per affrontare la durezza della vita quotidiana e di successivo riscatto individuale (Alex Owens impersonata da Jennifer Beals ha fatto sì sognare il mondo ma tanti nelle sale di via Galliano hanno sudato... e nella testa c'erano le immagini dei sui passi e della sua coreografia ( gli scaldamuscoli, la cascata d'acqua).

Vi è stata da allora e, sempre di più, una precisa domanda sociale di riappropriazione e valutazione del corpo fotografato ora quotidianamente nei suoi aspetti sia eticamente positivi, che nei suoi aspetti più deleteri.

Ma il concetto di Benessere il Let's Dance non solo lo ha affrontato con la sua azione trentennale, ma lo ha anche costruito progettandolo nel suo piccolo e lo ha anche sancito nella sua carta dei valori firmata da tutti gli attori (i dirigenti, gli insegnanti, i dipendenti, i volontari) nel lontano settembre 2003.

Lì è scritto l'impegno che questa organizzazione ha con i propri soci e con la collettività che la circonda. Con i propri portatori d'interesse.

Si parla di progetto di vita (per il sodalizio e l'individuo), di trasmissione di un modo di essere (dell'individuo), di realizzazione professionale, di comunicare con gli altri, di esprimersi non solo a livello artistico, ma anche pedagogico e formativo.

Di missione aperta alle molteplici contaminazioni. Di apertura allo studio e alla ricerca, (a livello artistico, pedagogico, educativo, sociale e formativo).

E' questo il percorso individuato per l'organizzazione e per l'individuo in modo da accedere al cuore di una disciplina di danza e di ballo sociale per nulla fine a se stessa (in quanto tecnica esclusiva), ma in quanto assimilabile ad una dottrina interiore un modo di pensare e di agire, ove è sempre necessario sperimentarsi, mettersi alla prova per crescere, imparare, arricchirsi sia come allievi che come insegnanti in un processo senza fine, in una spirale evolutiva. (la spirale che emerge nelle foto del libretto annuale)

Una spirale di crescita evolutiva che ha portato all'accoglienza e al rispetto di tante culture: tradizionali, internazionali, innovative, sperimentali (come nel caso del Contest di street dance) e ha portato alla partnership con il Centro Studi Judo portatore delle sue discipline orientali dal 2008, oltre alla collaborazione consolidata con una vasta rete formata da tantissime organizzazioni solidali e del terzo settore.

Penso che questo sia un vero Lifestile che punta a sostenere una danza per tutti, a misura di ciascuno.

Da sempre siete affiliati all'Unione Italiana Sportpertutti da alcuni anni siete precursori di attività integrate per abili e diversamente abili con il ss Pietro e Matteo e il Comitato Paraolimpico Italiano.

Uno Stile di vita che considera la vostra attività come un bene primario per l'individuo e la società che è espressione di gioia e libertà individuale e culturale... che diventa produzione di coesione, d'inclusione. Che diventa nella sala, in palestra, sul palco una piattaforma esperienziale, d'interazione tra individui. Quindi esperienza di vita, in una parola di felicità.

Tutti questi sono risorse utili per contrastare la produzione attuale di malessere sociale.

E' linfa per rafforzare il corpo dell'individuo, la propria identità (il sé) la coesione sociale.

In una società che pensa troppo alla borsa e al Pil, ad indici formali freddi economici impostati solo su indicatori materiali sicuramente le vostre attività entrerebbero negli indici utili a determinale il Fil. La Felicità Interna Lorda o il Bes Benessere Equo sostenibile visto che è a partire da Kennedy (1968) che se ne parla mi auguro si arrivi ad introdurli sapete all'Ocse c'è una commissione al lavoro.....

La filosofia della Wellness della società del benessere deve misurarsi con la crisi del Welfare State dello stato sociale e dei suoi servizi.

Attualmente una parte della società e delle proprie attività continuano a produrre tanta ricchezza per alcuni e rischi sociali per tutti.

La nuova sfida del Let's Dance è continuare la navigazione in queste acque istituzionali, politiche, economiche e sociali torbide e agitatissime.

Ma la vita, e la società non si fermano e il Let's Dance ha dalla sua parte la sua consolidata esperienza e le richieste che vengono dalla società e dal territorio cosi come evidenziato in questi anni dagli studi sociali.

Richieste relative [Russo 2011]:

- all'attività di prestazione (fitness, motoria) che concepisce il benessere, il corpo in forma, come utile alle richieste sociali;

- di prevenzione intesa come necessaria difesa del proprio corpo dai rischi e dai disagi visto che il nostro corpo è unico e va preservato;

- all'orientamento edonista prevalente nella società dell'intrattenimento che traduce il piacere e il successo in un fatto non solo estetico ma anche sociale;

- alla funzione identitaria che il danzare e il ballare forniscono costruendo la biografia del soggetto sia come individuo sia collettivamente.

A queste aggiungiamo la necessità irriducibile incomprimibile di relazioni tra gli individui Come dimostrato dall'esplodere della Social Dance, del Tango, delle Danze Caraibiche, dei Balli di Sala.

Mi sono chiesto quale é la differenza di questo sodalizio sportivo e culturale, questa organizzazione culturale non a fine di lucro dagli altri attori presenti nel mercato che offrono ad uno sguardo superficiale dei neofiti i medesimi servizi?

Penso che la differenza stia nel tentativo di realizzare la vostra filosofia basata sul rispetto, sulla qualità, sull'apertura culturale, sulla responsabilità, tutte parole non presenti nella cultura dominante insieme alla determinazione dei giusti. Voi siete dalla parte dei giusti.

Tutto questo vi differenzia da altre organizzazioni presenti è vi ha garantito negli anni una solida reputazione fondata sulla fiducia nelle vostre attività e su di un passa parola positivo.

In pratica questo sodalizio sportivo e culturale costituisce un elemento utile all'individuo e alla società per orientarsi alla vita buona favorendo:

- la trasmissione di cultura (danza classica e moderna) (Compagnia di Danza LTD Dance Project);

- la pratica attività di esercizio fisico per tutti;

- costituendo presidio per la difesa della salute fisica e psicologica;

- spaziando dal divertimento fino all'attività competitiva (rock acrobatico) comunque non ostentativa;

- facendolo non senza problemi a livello unitario (penso sia difficile governare una macchina così complessa con tanti artisti).

Siete quindi sulla cresta dell'onda nel mare delle nuove culture del benessere basate su di un intreccio tra Sport, Salute, Interazioni, Società.

Il Figlio di Barbara Bouquet noto chef della trasmissione a Cucina con Ale aggiungerebbe a mio parere nel ben-essere per il terzo millennio oltre al fitness della mamma la cucina di qualità sostenibile, non pantagruelica e pertutti.

Quindi la qualità che ricercate nella wellness, la qualità che erogate è in sintonia tra il ben-essere (Well-being) e il ben-fare (Well-doing) richiesto dalla società ma per niente praticato dal nostro Governo Nazionale e dai politici della sedicente Padania.

In conclusione vorrei fare alcuni incoraggiamenti al gruppo dirigente del Let's Dance e ai suoi Insegnanti che tanto fanno per riconoscere a tutti i cittadini il diritto di accesso alla cultura e allo sport.

- V'incoraggio affinché coscienti o non coscienti, con la passione o la cognizione e con la professionalità che avete fino ad ora dimostrato....a trasmettere quotidianamente con forza il valore della vita [lifetime value Rifkin 2000] contenuto nel valore della cultura della danza e del ballo sportivo;

- V'incoraggio a continuare a dare chanches di vita ai vostri soci più giovani;

- V'incoraggio a difendere con la caparbietà e la determinazione che vi contraddistingue e che ognuno di voi singolarmente ha, la qualità della vostra azione educativa, dimostrando apertura e contaminazione culturale e impegnandovi allo spasimo nella coesione sociale al servizio della collettività reggiana.

Penso che le necessarie politiche di ricivilizzazione [Moren 2010] ed educative che questa nazione deve e dovrà affrontare passeranno anche da Voi e dalle vostre azioni.

Auguri a tutti e buon trentesimo compleanno Let.s Dance!!!

*Roberto Meglioli: Dottore di ricerca in sociologia Ph.D, lavora con passione nel campo del marketing conoscitivo riguardo alla fidelizzazione, ai consumi e ai servizi erogati alla clientela.
Allarga i suoi orizzonti alle attività sportive e sociali di Uisp per la quale è consigliere nel comitato regionale dell'Emilia-Romagna e vice presidente del Comitato Territoriale di Reggio Emilia ma in origine consulente volontario del Let's dance.
Ha pubblicato svariati articoli, saggi in opere collettive, per Franco Angeli Reti sociali e Valori aziendali la campagna Vantaggi per la comunità.

Scarica la Relazione di Roberto Meglioli

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